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IL PRIMO CUOCO ITALIANO CHE HA PRESENTATO UN PROGETTO DI RISTORAZIONE E NUTRACEUTICA AL 3° CONGRESSO NAZIONALE SINUT A MILANO NEL 2012

Pentole

TERRACOTTA:STORIA DI UN POPOLO

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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Nella storia il cibo è sempre stato un punto d’incontro di famiglie e di popoli, un testimone del nostro tempo e un simbolo della nostra tradizione. Oggi l’arte della preparazione dei cibi ha indirizzato molte aziende che fabbricano utensili di cottura ad esercitare questa funzione nel migliore dei modi. Nella nostra cucina non mancano attrezzature all’avanguardia che facilitano il nostro lavoro e che soddisfano ogni nostra esigenza. Conosciamo perfettamente i fenomeni fisici e chimici che entrano in gioco in una cucina: gravità, deterioramento, coagulazione, emulsione, fermentazione, ossidazione, riduzione, caramellizzazione. Spesso però, durante le preparazioni, ci affidiamo troppo alla tecnologia, trascurando elementi importanti che sono alla base per la buona riuscita di un piatto, forse perché troppo presi e concentrati dal giusto funzionamento e monitoraggio delle nostre moderne attrezzature. Oggi il cuoco è alla ricerca dell’estro a tutti i costi, ama distinguersi dai suoi colleghi e spesso si lascia prendere da troppo virtuosismo stravolgendo regole tecniche fondamentali. Il cuoco dovrebbe imparare ad utilizzare meglio i propri sensi nell’elaborazione culinaria, per valutare, controllare, sentire, e non affidarsi completamente a display di macchine all’avanguardia che rischiano a lungo andare di sostituire, appiattire o, peggio ancora, non ampliare le sue conoscenze in cucina. Oggi, è inutile negarlo, succede questo.
Oggi si dedica poco tempo al cibo e si sta lentamente perdendo il piacere del cuocere, dell’attesa, della contemplazione del cibo, perché tutto va troppo veloce. Siamo assorbiti da mille cose: il lavoro, la palestra, gli amici e non c’è più tempo per preparare uno spezzatino o uno stufato come si faceva una volta. Viviamo in un periodo di “crisi dei sapori”. Le famiglie di rado si riuniscono intorno a una tavola davanti a una bella pentola fumante. L’intimità, la condivisione e la partecipazione sono tutti aspetti che creano intorno al cibo il vero senso della famiglia. Tutto questo poi si riflette inevitabilmente sull’acquisto dell’utensile di cottura, infatti, sono sempre più richiesti da casalinghe e cuochi utensili di materiale leggero, che si scaldino subito, antiaderenti e possibilmente che costino poco. Questa soluzione sicuramente più pratica ed economica andrà a discapito di altre cose. Il tempo è denaro, ma concederci quel tanto che basta per preparare del buon cibo, non è tempo perso e potrà farci sicuramente apprezzare uno dei più grandi piaceri della vita: il cibo.
Uno dei primi recipienti utilizzati dall’uomo per cuocere è stata la pignatta di terracotta. La terracotta è natura, testimonianza di un tempo passato che ci tramanda saperi, usi e tradizioni lontane. Questo materiale deriva dall’argilla che è facilmente reperibile in natura: si impasta con acqua, si asciuga all’aria e si indurisce con il fuoco dando origine a contenitori di una certa forma e resistenza. Grazie a questa pentola si riscopre la vera essenza del cibo, nella sua esaltazione più comune e nel rispetto delle sue proprietà nutritive e gustative.
Oggi per recuperare tradizioni passate e per colmare quel vuoto olfattivo e gustativo che ci accompagna, l’utilizzo della pentola in terracotta può essere sicuramente di grande aiuto. Durante la cottura dentro questa pentola gli odori e gli aromi che si sprigionano sono unici nella loro persistenza e intensità. Riesce a creare un’atmosfera calda di convivialità, trasmettendo calore e famigliarità.

 

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