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IL PRIMO CUOCO ITALIANO CHE HA PRESENTATO UN PROGETTO DI RISTORAZIONE E NUTRACEUTICA AL 3° CONGRESSO NAZIONALE SINUT A MILANO NEL 2012

Attività

LA CUCINA DI SOTTRAZIONE

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Apr
  • 26

 

È partita l’iniziativa che mi vede impegnato a fianco dello chef Giuseppe Perrone del ristorante “La forchetta alata” di Fontanellato (Pr) e dello Chef Azeglio Amato di Salsomaggiore Terme legata allo studio della cucina di sottrazione. Che cos’è la cucina di sottrazione? È una cucina diretta che manipola poco gli ingredienti, sottrae tempi, passaggi e sequenze di preparazione schematiche o ripetitive. La cottura avviene quasi totalmente nel recipiente di cottura per avere un controllo diretto su tutto il trattamento termico. Con la cucina di sottrazione, friggitrici e forni vengono quasi banditi, si ritorna a cucinare, a cucinare sul serio come quando tutto o quasi tutto si faceva in pentola, anche gli arrosti.
In questo modo oltre a rivalutare i recipienti di cottura e l’importanza dei loro materiali, diversi a seconda degli utilizzi, si cerca di riscoprire il vero piacere del cuocere, sano con pochi condimenti e grassi e con un occhio particolare alle temperature che a volte compromettono o devitalizzano anche il migliore degli ingredienti.
Grazie allo chef Giuseppe Perrone e alla sua esperienza siamo riusciti a realizzare delle preparazioni interessanti, leggere e gustose, dove il fine non è quello di cercare il plauso o dimostrare del tecnicismo esasperato, ma capire e analizzare concretamente sul campo e in modo pratico tutti i processi che avvengono durante la cottura, sottraendo quello che noi reputiamo superfluo, analizzando tempi di cottura, temperature, reazione dell’alimento con i vari materiali di cottura, velocità di reazione di Maillard ecc.
Per ogni preparazione viene utilizzato l’utensile di cottura più idoneo nella forma, nel materiale e nella capienza.
Anche grazie alla collaborazione con l’Associazione “Trentino-Rame” che da anni si occupa dello studio e della promozione del rame in cucina, siamo più consapevoli dell’importanza dell’utilizzo dei recipienti in rame in cucina che cercheremo di adoperare in diversi contesti ( consiglio la visita al negozio di utensili di cottura e oggetti in rame in Piazza Ramon 19 a Moena (TN) dove la qualità fa veramente la differenza).
Penso che un progetto nasca sempre da una passione. Le passioni a volte fanno incontrare persone che hanno la tua stessa voglia e determinazione a portare avanti un’idea dove l’obbiettivo è la ricerca di nuovi orizzonti culinari mirati al gusto, alla creatività e a migliorare metodi di cottura atti a conservare tutti gli elementi nutritivi di ogni cibo con tecniche semplici ed essenziali..
Non voglio sottrarvi (per rimanere in tema) altro tempo, andiamo subito a metterci al lavoro!
A presto,
Chef Giuseppe Manolo Bontempo

La pasta è "Filotea"

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Mar
  • 17

Parlare di pasta per uno come me non è affatto facile Nella mia storia personale questo alimento è sempre stato presente, famigliare, e ha rappresentato il perno centrale attorno cui ruotavano molti miei pranzi della Domenica: se la pasta era buona e accompagnata da un buon sugo, il resto passava in secondo piano.
Anche se la sua genesi è ancora controversa, la pasta per noi italiani è legata alla tradizione e alla coltivazione del grano da nord a sud. Ricca di amido, la pasta trova una sua giusta collocazione nel pranzo poiché questa prima parte della giornata è ritenuta ideale per la digestione e l’utilizzazione metabolica degli zuccheri.
Grazie alla sua semplicità di preparazione e agli ingredienti che la compongono, la pasta oggi è riuscita ad esaltare la ricchezza storica e culturale delle nostre regioni, così diverse tra loro anche per condizioni climatiche. Si dice che “un buon piatto di pasta unisce tutti” ovunque ci troviamo.
La pasta è riuscita ad adeguarsi ai nuovi stili e ritmi di vita, trovando sempre un posto di rilievo e decretando la fortuna della cucina italiana nel mondo. Un simbolo dell’Italia, una rappresentazione della nostra cultura e della nostra gente. Sì, perché quando si parla di questo prodotto si deve inevitabilmente parlare anche di persone che lavorano con dedizione e passione per offrire ogni giorno sulle nostre tavole prodotti semplici, gustosi e collegati alla nostra terra. Il prodotto di qualità nasce sempre da idee ben precise, da entusiasmi, dall’ amore e dal rispetto degli altri e del proprio lavoro.
Ho scoperto di recente un’azienda che produce pasta all’uovo artigianale e che conta circa 10 dipendenti. L’azienda si chiama “Filotea” e si trova nelle Marche, precisamente ad Ancona. Una piccola realtà aziendale ben radicata nel territorio che si contraddistingue per la produzione di prodotti di qualità e che rappresenta sicuramente il made in Italy nel mondo.
Qui la pasta è ancora fatta come si faceva una volta: il gusto, la ruvidezza della sfoglia, il profumo che emana, il colore, la consistenza sono gli aspetti fondamentali di questa buona pasta e che riescono a portarci indietro nel tempo quando questo prodotto era fatto dalle mani sapienti di esperte massaie.
La sua lavorazione prevede un essicazione a bassa temperatura che comporta una migliore maturazione del prodotto, una maggiore conservabilità ed esaltazione dei suoi sapori naturali a vantaggio di un elevata digeribilità. Grazie a questo trattamento, durante la cottura la pasta rilascia lentamente l’amido evitando di ricoprire la stessa con la classica patina bianca che a volte ne compromette il colore e la viscosità. Inoltre, è stato dimostrato che l’essicazione della pasta fatta a bassa temperatura prepara e stabilizza le proteine al suo interno rendendole insolubili durante la cottura. La bassa temperatura permette anche di conservare all’interno del prodotto il suo sapore naturale e di mantenere inalterate le sue caratteristiche nel tempo. La durata del prodotto in questione è di circa due anni.
La qualità della pasta “Filotea” parte da lontano: dalla scelta della farina, della semola di grano duro per arrivare alle uova, fresche e di ottima qualità. Il metodo utilizzato per la sua preparazione è del tutto artigianale, la mano dell’uomo è sempre presente e attenta, interviene, modifica, cambia e controlla per assicurare sempre il risultato aspettato. Questo è la pasta “Filotea”.
Questo prodotto si dimostra molto versatile e idoneo ad accogliere una svariata gamma di sughi, intigoli o ingredienti raffinati. Il suo gusto naturale esaltato semplicemente dall’assorbimento dell’acqua in cottura la rende ideale anche per preparazioni semplici come “aglio e olio” o semplicemente con aggiunta di burro e Parmigiano grattugiato (ottimo binomio).
L’azienda produce diversi formati di pasta per tutte le esigenze o richieste. Ogni formato ha una sua identità ben precisa e una sua giusta collocazione nelle varie preparazioni. La cura e l’attenzione nella sua confezione denota un aspetto estetico di grande impatto, la sua disposizione sistematica così precisa e minuziosa la rende unica e dallo stile inconfondibile.

 

 

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BANGKOK

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Feb
  • 21

NEL MESE DI FEBBRAIO C’E’ STATO UN INCONTRO CON UNA DELEGAZIONE DI CUOCHI THAILANDESI . PER L’OCCASIONE ABBIAMO PREPARATO UN MENU PER L’AMBASCIATORE DELLA THAILANDIA IN VISITA  IN ITALIA

 

 

GOLOSITALIA FEBBRAIO 2014

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Feb
  • 21

 

GRAZIE PER AVERMI OSPITATO A QUESTO MAGNIFICO EVENTO.

SEMPRE DALLA PARTE DEL MANICO

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Nov
  • 21

Non voglio con questo articolo elencarvi tutte le varie tipologie di coltelli che esistono in cucina, ma vorrei parlarvi della loro importanza e del loro corretto utilizzo durante le fasi operative. In commercio si trovano coltelli realizzati con materiali diversi: plastica, legno, ceramica e acciaio con caratteristiche completamente diverse l’uno dall’altro. I coltelli in acciaio sono i più comuni e i più utilizzati nelle cucine professionali e non solo.
Oggi molti chef preferiscono circondarsi di una certa quantità di utensili da taglio; chi lavora in cucina sa che i coltelli possono essere dei fedeli alleati e sono degli strumenti che, se saputi utilizzare, possono rendere piacevole e artistico anche un semplice lavoro. In cucina il taglio degli alimenti avviene quasi sempre prima della loro preparazione e della loro cottura, motivo per cui i coltelli vanno scelti e adoperati con molta cura e attenzione. Infatti, una buona cucina deve essere dotata di buoni utensili da taglio che dovranno essere mantenuti in buono stato grazie a una accurata manutenzione e conservazione degli stessi.
Il coltello, oltre a tagliare con precisione i vari alimenti per le varie preparazioni, svolge una parte di lavoro importantissimo che i denti umani non possono effettuare.
Il taglio applicato agli alimenti deve essere preciso, veloce, sicuro, affidabile e non deve sfrangiare nulla del preparato. Per esempio, nel taglio dei vegetali una lama affilata tende a lesionare un numero limitato di cellule, mentre una lama poco affilata “strappa”, spreme e spappola l’alimento compromettendone la sua consistenza e di conseguenza la sua cottura. Alcuni vegetali poi, dopo essere stati tagliati, tendono ad ossidarsi: il coltello non è la causa principale di questo fenomeno poiché l’ossidazione dei vegetali è causata dalla presenza di ossigeno, ma la sua lama funge da catalizzatore rendendo questa reazione più veloce. Per questo motivo per il taglio dei vegetali il coltello deve essere tagliente in modo da evitare le “frastagliature” ed avere una minore diffusione dell’ossigeno all’interno dei vegetali così da rallentare il loro l’imbrunimento.
Nel basilico è presente un enzima, la polifenolossidasi,costituita da proteine contenenti rame molto diffuse tra gli esseri viventi e nei batteri che si libera nel momento in cui tagliamo il vegetale. Quando tagliamo o tritiamo il basilico queste proteine si liberano e iniziano a svolgere la loro azione e influenzate dall’acidità del prodotto, grazie alla presenza del rame, reagiscono con l’ossigeno formando dei composti di colore bruno sulla superficie del nostro vegetale.
Di solito quando si acquista un coltello, non è fornito di istruzioni per il suo utilizzo, ma si rende comunque necessaria una conoscenza di base per adoperare al meglio questi utensili per tagliare, dare forma, spessore e uniformità agli alimenti.
L’affidabilità, la praticità e la durata nel tempo di un coltello sono requisiti essenziali per il suo l’acquisto. Un buon coltello deve essere: ben affilato, bilanciato, con una presa sicura e specifico per ogni operazione e garantire una completa padronanza del taglio durante le fasi operative, rendendo fluido e sicuro il lavoro. Bisogna adottare per ogni taglio uno specifico coltello ed è importante ridurre al minimo l’impatto tra il coltello e l’alimento da tagliare. Per esempio, per disossare la carne si utilizza un tipo di coltello per disosso con lama affilata, sottile e rigida. Se infatti utilizzassimo un trinciante che ha una lama più grande avremmo difficoltà a portare a termine il nostro lavoro ed inoltre provocheremmo dei danni irrimediabili alla struttura della carne.
Culture culinarie diverse hanno prodotti coltelli multifunzionali come ad esempio : “L’ulu” un coltello utilizzato dagli eschimesi per spuntare i capelli ai bambini, per tagliare il pesce e per modellare e lisciare il ghiaccio. Nella cucina giapponese la tecnica dell’utilizzo del coltello è considerato un requisito importante per la buona riuscita dei piatti. Un coltello multifunzionale di questa cucina è il “Santoku” giapponese che è adatto per tagliare la carne, sminuzzare e tritare verdure e per affettare il pesce. La precisione e la funzionalità dei coltelli nella cucina giapponese è fondamentale per la preparazione dei loro piatti:dare una forma particolare a una baffa di pesce, riuscire a fare un trito di verdure quasi invisibile e uniforme, tagliare di netto un vegetale con precisione richiede buona manualità e dimestichezza con gli utensili da taglio, ma soprattutto un coltello di ottima qualità e praticità.
Saper scegliere i giusti coltelli non è semplice: spesso ci soffermiamo solo sulla grandezza della loro lama o semplicemente sulla parte estetica perdendo di vista caratteristiche molto più importanti. Il manico, per esempio, è un elemento fondamentale di un buon coltello e deve avere le seguenti caratteristiche:

· deve essere ergonomico con presa sicura che consenta di lavorare senza sforzo e fatica anche per lunghi periodi, antiscivolo, igienico, anatomico e indeformabile;
· la sua superficie si deve presentare compatta, priva di scanalature e screpolature in modo da evitare il deposito ed il ristagno di liquidi e residui;
· deve essere in grado di bilanciare il peso e la dimensione della lama. Un buon bilanciamento, infatti, rende piacevole e leggero l’utilizzo del coltello

Ciò che caratterizza e permette di distingue un coltello da un altro è la lama. Essa può essere forgiate, se ricavata da un semilavorato, o stampata, se ottenuta dal taglio di una lamiera. In entrambi i casi è importante la quantità di carbonio in essa contenuta: maggiore è la sua presenza più a lungo dura la lama, mantenendo la sua lucentezza.

 

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SEMBRA UNA FRITTATA...

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Nov
  • 18

 

Anche se oggi la gastronomia e la società si stanno orientando verso nuovi modelli culinari, l’omelette rimane e rimarrà sempre un piatto di riferimento per la gastronomia mondiale.

In cucina ci sono dei piatti che si realizzano con ingredienti semplici, ma che richiedono tecnica,capacità, conoscenza delle materie prime e il rispetto di alcune regole di cucina per la loro preparazione. L’omelette fa sicuramente parte di queste preparazioni. Protagonista indiscussa nei menu dei grandi alberghi e non solo, l’omelette ha attraversato nella storia frontiere e continenti mantenendo sempre quel suo fascino riconoscibile ovunque anche se oggi è trascurata e poco considerata. La sua origine è francese; può essere dolce, salata, farcita, ma il suo ingrediente principale è l’uovo che, in questa “semplice” preparazione, dimostra tutto il suo genio in un gioco di temperature, consistenze e uniformità .
Anche se gli ingredienti possono essere identici, l’omelette si differenzia dalla frittata per la sua forma e per la sua cottura che richiede una particolare attenzione: intuire l’esatto grado di compattezza dell’albume, mantenerla morbida e umida al punto giusto, renderla uniforme, liscia e senza sbavature.

 

L’IMPORTANZA DELLE UOVA

Le uova oggi sono utilizzate sia in cucina che in pasticceria sia come ingrediente accessorio che come elemento base. Nel tempo hanno acquistato un ruolo di grande importanza nell’alimentazione umana perché, oltre che semplici e veloci da cucinare, grazie ai loro principi nutritivi sono alimenti quasi completi: forniscono proteine di prima categoria, basso contenuto di sodio e la presenza di vitamine, lipidi e Sali minerali tra cui ferro e zinco. Grazie alla presenza di fosfolipidi il tuorlo dell’uovo ha un buon potere emulsionante che risulta importante durante la preparazione della maionese e gelati, mentre l’albume che ha un basso valore calorico, ma è ricco di proteine, si presta per la preparazione delle classiche meringhe o come elemento accessorio nei soufflé.
Il loro apporto calorico ( circa 78 Kcal per uovo) e le loro caratteristiche nutrizionali li rendono adatti per essere inseriti in diversi regimi alimentari.
La freschezza e qualità delle uova è essenziale per tutti gli usi: dalle salse agli antipasti alle minestre ecc..

 

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COLLABORANDO...

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Nov
  • 4

 

Sabato 5 Ottobre 2013 alle ore 18.30 presso l’antica Trattoria “La noce” di San Nicolò (Pc)
Si è svolta la presentazione del libro di Sergio Rossi dal titolo:

“ I TARTUFI FRUTTI DELLA TERRA FIGLI DEGLI IDEI”

Per l’occasione è stato preparato un menu a base di tartufo nero di Piacenza dallo Chef Davide Ostelli con la collaborazione dello Chef G. M. Bontempo
Riccioli di tartufo su scaglie di Grana Padano ( DOP 24 mesi)

Tagliolini della noce al tartufo

Battuta al coltello di Fassona con lamelle di tartufo

Uovo occhio di bue al profumo di tartufo

Crostata pere e cioccolata con gelato al tartufo

I MIEI MENU PER TUTTE LE STAGIONI

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Ott
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IL MIO CALDO INVERNO

ANTIPASTI


Delizia di Parmigiano Reggiano tiepida servita con confettura di pera kaiser e idea di aceto balsamico tradizionale di Modena
Tartufo di patata novella con leggera fonduta al Grana Padano D.O.P. in crosta di nocciole piemontesi
Baccalà mantecato in tazza con pane carasau e polentine croccanti
Guazzetto di piovra in umido con crostone di pane casareccio al rosmarino in concia di olio extravergine di oliva
Torta di carciofi e mentuccia disidratata con fonduta di formaggio montasio
Polenta gialla di Storo al paiolo mantecata con luganega e taleggio al pepe

MINESTRE


Zuppa d’orzo rappresa con dadolata di speck croccante e formaggio d’alpeggio
Crema di piselli con mentuccia, filetti di pomodoro e uovo a sorpresa
Minestra di verdure all’italiana

PRIMI PIATTI


Mezzelune ripiene di carciofo su vellutata di carote e timo fresco
Nido di tagliatelle con ragù bolognese vecchia maniera
Risotto al lambrusco mantecato con Parmigiano 36 mesi e gorgonzola dolce alle noci
Tortellacci con radicchio e taleggio conditi con salsa allo speck
Maltagliati di grano tenero cotti nel fumetto di pesce con cernia e fagioli borlotti
Bon bon di patata farinosa con mele Golden, curry e porro essiccato

SECONDI PIATTI


Coscia d’anatra disossata cotta a bassa temperatura con zeste di arance su dadolata di patate croccanti
Stracotto di manzo al Barbera con rombi di polenta taragna
Filetto di maiale ai tre pepi con ristretto di carne e cupoletta di verdure
Rollè di branzino scampi e lattuga cotto a bassa temperatura su brodetto di pesce e pomodorini
Gallinella all’acqua pazza con leggera panzanella di mare
Calamaro ripieno con le sue teste cotto in guazzetto di pomodoro su crema di piselli

DESSERT


Strudel di mele caldo con zabaione alla cannella
Cuore tenero di cioccolato gianduia con cremoso alla vaniglia
Catalana catalana catalana
Variegato di tiramisù con giochi di cioccolato
Mousse ai tre cioccolati con tegola all’arancia
Torta damasco farcita con crema pasticcera, amaretti, alchermes e confettura di albicocche

ARRIVA LA PRIMAVERA…

Code di gambero in crosta di pane su guazzetto di pomodoro
Polpo tiepido con patate pomodorini e olio di frantoio
Millefoglie di pane carasau con prosciutto crudo di Parma e mozzarella di Paestum
Caprino alle erbe in pasta Kataifi con piccola quiche di verdure
Insalata di punte d’asparagi con uovo in camicia e salsa bianca
Magret d’anatra su misticanza di campo ed emulsione alla senape

PRIMI PIATTI


Tagliolini con calamari radicchio e limone su cialda di pasta all’uovo
Chicche di patate e spinaci con leggero ragù di cernia, crema di latte e mentuccia fresca
Nidi di rondine gratinati al parmigiano con julienne di Culatello di Zibello e pesto officinale
Pappardelle al sugo d’anatra e trito aromatico
Spaghetti di Gragnano con pomodorini e mozzarella di bufala
La nostra interpretazione dei bucatini cacio e pepe

SECONDI PIATTI


Involtino di melanzana siciliana su pane aromatico rappreso con alici gratinate
Branzino cotto in crosta di sale rosa dell’Himalaya
Medaglione di salmone agli agrumi su giardinetto di verdure di stagione spadellate
Quaglia ripiena di spugnole con intermezzo di asparagi croccanti, tortino di patate al latte e cipolla di Tropea caramellata
Tagliata di manzo cotta in griglia rovente e olio aromatizzato al rosmarino
Filetto di maiale in crosta di pistacchi di Bronte con salsa al Marsala

DESSERT


Variazione di mela al piatto: tortino, gelato, mousse
Pera abate cotta nello sciroppo di zucchero e vino bianco su salsa di cioccolato “Domori”
Mousse al cioccolato in contrasto con sale di Trapani
Torta caprese con gelato allo yogurt e zeste di lime
Zuppa inglese vecchia maniera
Cannolo siciliano scomposto

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BORN IN SICILY

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Ago
  • 31

L’incontro con Nicola Fiasconaro

Non si può andare in Sicilia e non passare da Castelbuono, a pochi chilometri da Cefalù, a far visita ad una azienda che dal proprio territorio, dalla propria gente ha trovato la giusta ispirazione per il proprio lavoro. Fiasconaro non è solo un’azienda, una pasticceria o un laboratorio: è un identità che da ben sessant’anni è radicata nel suo territorio e oggi anche all’estero. Infatti fu Mario Fiasconaro ad iniziare nel 1953 questa meravigliosa avventura come gelatiere e pasticcere: erano tempi difficili, ma la costanza e la passione per il proprio lavoro lo ha premiato. Oggi l’azienda, guidata dai figli Nicola, Fausto e Martino, ha saputo trasformarsi in una realtà moderna e in continua espansione, proponendo con successo i suoi prodotti in Italia e nel Mondo. Oltre alla professionalità e generosità dei fratelli Fiasconaro, è da riconoscere loro anche un eccezionale spirito imprenditoriale sempre coerente con la tradizione, con il territorio e con gli insegnamenti e i consigli di papà Mario cercando sempre in primis di offrire qualità.
Questa è la Sicilia che lavora, la Sicilia consapevole dei suoi pregi e dei suoi limiti. Una terra sincera e generosa come i suoi abitanti, una terra ospitale che non conosce divisioni nonostante sia stata nei secoli culla di molti popoli. Una terra con forti potenziali, con prodotti e risorse uniche, la terra di tutti e di nessuno.

 


La cottura dei panettoni

E’ una calda mattina di Agosto quando con mia moglie Ilaria e il mio amico Giuseppe ci rechiamo presso l’azienda Fiasconaro a Castelbuono a visitare la divisione di produzione dei panettoni. Ad accoglierci troviamo Nicola Fiasconaro che nella sua azienda si occupa di persona di tutta la produzione dolciaria e, in particolar modo, di panettoni, colombe e lievitati vari. Con grande entusiasmo ci mostra i laboratori di produzione, la camera dei lieviti dove il lievito madre viene monitorato con cura in tutte le sue fasi.
Nicola parla del suo lavoro con passione dimostrando una straordinaria conoscenza dei processi chimici e fisici che avvengono nella varie fasi delle preparazioni. Nicola sa il fatto suo, conosce perfettamente gli ingredienti che utilizza, è colto, curioso, meticoloso e sempre pronto a mettersi in gioco e a vincere nuove sfide. Un uomo di trincea, pronto a rimboccarsi le maniche in ogni momento, serio, preparato e grande conoscitore sia delle materie prime che utilizza sia del suo territorio e delle sue tradizioni.
Assistiamo alla cottura dei panettoni, ascoltando la spiegazione di tutto il procedimento per la loro preparazione. La cottura è un momento solenne, i profumi invadono tutto l’ambiente circostante suscitando in noi dolci pensieri.
Dopo la cottura, per fare asciugare i panettoni, il carrello contenente le teglie che li sorreggono viene capovolto per mezzo di una macchina inventata e disegnata dallo stesso Nicola.


Alla fine della visita Nicola ci fa accomodare nel suo ufficio e con orgoglio ci mostra la foto dell’omaggio fatto insieme a suo figlio al cantante Bruce Springsteen in occasione del concerto di San Siro nel Giugno 2013. Una riproduzione della mitica chitarra Fender del Boss in cioccolato artigianale e a grandezza naturale. Per ultimo e per la felicità di mia moglie ci invita a degustare presso il suo Bar Pasticceria in centro a Castelbuono i dolci da lui preparati: ottimi! Nell’occasione conosciamo anche gli altri due fratelli di Nicola, Martino e Fausto che ci accolgono con una gentilezza ed una generosità uniche.

IL GIUSTO UTENSILE DI COTTURA

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Lug
  • 15

LA TRATTORIA LA NOCE DI SAN NICOLO’ (PC) IN COLLABORAZIONE CON LO CHEF GIUSEPPE MANOLO BONTEMPO ESPERTO DI COTTURE E LO CHEF DAVIDE OSTELLI ESEGUIRANNO IL GIORNO 10 LUGLIO 2013 ALLE ORE 18.00 UNA LEZIONE DIMOSTRATIVA SUL TEMA:

“IL CORRETTO UTILIZZO DELLA PADELLA IN FERRO NELLA RISTORAZIONE MODERNA”

Gli chef illustreranno come utilizzare la padella in ferro per ottenere risultati perfetti per il servizio al ristorante. Seguirà una degustazione degli elaborati preparati dagli chef con il solo utilizzo della padella in ferro.

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