Header

IL PRIMO CUOCO ITALIANO CHE HA PRESENTATO UN PROGETTO DI RISTORAZIONE E NUTRACEUTICA AL 3° CONGRESSO NAZIONALE SINUT A MILANO NEL 2012

Attività

A PROPOSITO DI ZUCCHINE

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

0
commenti:
  • Nov
  • 30

 

Quante volte in cucina utilizziamo l’amata zucchina? Alimento molto versatile per eccellenza che si presta a numerose preparazioni: alla parmigiana, con la pasta, fritte in pastella o semplicemente infarinate, in frittata oppure saltate in casseruola. Spesso, con la cottura, cerchiamo di esaltarne il sapore che è abbastanza neutro, anche se, a volte, qualcuno lasciandosi prendere dall’estro ne compromette il risultato con procedimenti azzardati. Sarebbe bene non lessare le zucchine in acqua per molto tempo: perderebbero gran parte dei loro nutrienti. La loro cottura deve essere rapida, controllata e precisa. Per trattenere le sostanze nutrienti al loro interno, consiglio di cuocerle a vapore, oppure velocemente in padella. Quelle piccole e tenere si possono anche consumare crude, tagliandole a fette sottili o marinandole con olio, limone o aceto.
La buccia contiene la maggior parte delle vitamine e minerali e quindi sarebbe opportuno non eliminarla se si vuole ottenere benefici da questo fantastico ortaggio.
La zucchina ha un buon contenuto di sostanze nutritive: calcio, ferro, fosforo, potassio (che serve a regolare la quantità di acqua nel nostro organismo), vitamine e niente grassi. Importante è il suo contenuto di beta-carotene e vitamina C. Ricca di acqua (94%) e di fibre, è un ortaggio molto digeribile e senza controindicazioni; contiene il 3,3% di carboidrati, il 2,7% di proteine, è povera di sale ed è consigliata per chi soffre di problemi di stitichezza. Grazie al suo basso apporto calorico, 100 g forniscono l’equivalente di 12 kcal, è l’ideale anche in regimi dietetici ipocalorici.
Ha proprietà diuretiche, antinfiammatorie, disintossicanti e favorisce il sonno rilassando la mente.

Chef. G.M. Bontempo

CARO AMICO CARCIOFO

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

0
commenti:
  • Nov
  • 30

Intimo, elegante, inaccessibile, insospettabile…, ecco alcuni aggettivi per descrivere questo meraviglioso alimento.

Il carciofo è una pianta di origine mediterranea, disponibile quasi tutto l’anno (anche se di stagione dall’autunno per tutto inverno), destinato soprattutto al consumo fresco (ma si trova anche nella gamma dei surgelati). Ha un versatile utilizzo in cucina, con piatti ben radicati nelle cucine regionali. È un prodotto di alta qualità biologica e si può consumare bollito, fritto, al forno, brasato, cotto sotto la cenere; inoltre, si può unire o abbinare ad altre preparazioni: pesci, risotti ecc.

Il carciofo può essere anche mangiato crudo, affettato molto sottile e condito con olio e sale. Preparato in questo modo, sicuramente conserverà al meglio le sue caratteristiche nutrizionali. Per l’utilizzo a crudo del carciofo, bisogna scegliere la giusta varietà: spinoso sardo, violetti toscani ecc.

 

Come verdura in abbinamento con la carne, le sue proprietà ci aiuteranno a digerirla perché favoriscono la digestione dei grassi e la riduzione dei livelli ematici del colesterolo.

Del carciofo si può usare anche il solo fondo, che si presenta morbido, dolciastro e delicato, con cui possiamo preparare delle ottime creme e delle vellutate.

Devono essere conservati e cucinati con estrema cautela e con precisi accorgimenti: meglio effettuare la cottura a pentola aperta, per evitare che le clorofille verdi si trasformino in feofitine brune, creando così un ambiente acido .Inoltre, il carciofo se esposto al calore tende a scurire: per questo, se consumato a crudo, consiglio di lasciarlo dentro il latte scremato fino a poco prima di servirlo. Per la sua conservazione, una buona abitudine sarebbe quella di disporlo in catini con acqua, come i fiori: solo in questo modo allungheremo la vita del carciofo e avremmo una resa maggiore. Infatti, il suo colore e la sua consistenza, dipendono dalla sua giusta idratazione.

E’ una verdura che ha uno scarto altissimo in cucina: circa il 65% del carciofo non viene utilizzato.

L’Italia detiene il primato mondiale per quanto riguarda la sua produzione (ci sono circa 90 specie di carciofi al mondo) destinata, non solo, al consumo diretto, ma anche alla produzione di salse, sughi e sott’olii. Inoltre, il nostro paese coltiva numerose varietà: spinoso di Palermo, violetto di Venezia, violetto di Toscana, spinoso di Liguria, spinoso sardo, bianco tarantino,il romanesco o mammola ecc. Alcuni carciofi, come il carciofo di Paestum ed il carciofo romanesco del Lazio, hanno anche ricevuto il riconoscimento comunitario di tutela I.G.P..

Importantissimo sotto il profilo nutrizionale: discreta presenza di potassio e ferro, povero di calorie (20 kcal per 100g di porzione edibile). Inoltre, contiene molecole antiossidanti che svolgono la loro funzione soprattutto a livello epatico. Grazie alle buone quantità di fibre, favorisce l’attività intestinale migliorando i problemi di stitichezza. Le foglie vengono utilizzate come preparato erboristico, per infusi o decotti.

Il carciofo ostacola la produzione del latte: meglio evitare di mangiarlo durante l’allattamento del bambino .

 

Prof. G. M. Bontempo

POMODORO POMODORO

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

0
commenti:
  • Nov
  • 30

Non mi dilungherò sulle origini o sulla storia di questo meraviglioso ortaggio, vorrei semplicemente evidenziarne alcune caratteristiche nutrizionali, vista l’importanza del pomodoro nel patrimonio gastronomico italiano. Sicuramente sappiamo, ed è assodato, che il pomodoro viene da lontano, anche se, ci appartiene con tutti i suoi profumi e i suoi sapori mediterranei, inoltre, nel nostro paese la sua coltivazione riveste anche un importante ruolo economico: infatti l’Italia è attualmente il leader europeo nella produzione di pomodoro da industria. Il monopolio della produzione italiana è di quattro regioni: Emilia-Romagna, Sicilia, Campania, Puglia.

Per il consumo fresco il periodo ideale è da fine Giungo a tutto Settembre. Mangiato d’estate risulta dissetante, diuretico e lassativo.

Definirei il pomodoro un “cibo funzionale”, in quanto utile per il mantenimento di un ottimale stato di salute: depura il sangue e facilita la digestione dei cibi ricchi di amidi.

 

Il pomodoro fresco è ricco di acqua, ha un modestissimo apporto energetico e circa il 3% di glucidi disponibili. Modesto il contenuto di sodio, ferro, calcio e fosforo, interessante invece l’apporto di potassio. Trascurabile l’apporto di vitamine del gruppo B e del gruppo C, mentre possiede una buona dose di vitamina A. La sostanza più importante contenuta nel pomodoro è il licopene.

Il licopene è uno dei più importanti antiossidanti che troviamo in natura ed è responsabile del colore rosso del pomodoro ed è presente in alte concentrazioni nel pomodoro cotto. Il licopene aumenta con la maturazione del frutto, e sembra essere più biodisponibile nel pomodoro crudo. Il trattamento termico e contemporaneamente l’assunzione di grassi, rendono il licopene facilmente assimilabile essendo liposolubile. Infatti, l’aggiunta di olio aumenta la concentrazione di licopene rispetto al consumo del solo pomodoro. Il licopene, importante carotenoide, aiuta a ridurre il colesterolo, purifica la pelle, protegge il sistema nervoso da alcune malattie, blocca i radicali liberi e modula la risposta immunitaria.

Oltre alla presenza del licopene il pomodoro contiene anche altri antiossidanti: il beta-carotene e la vitamina C. Ottimo anche il suo apporto di elementi minerali assai preziosi per l’organismo: ferro, rame, magnesio e soprattutto potassio. Il potassio, utile non solo per gli sportivi o per chi svolge un lavoro pesante, risulta essere particolarmente adatto per chi soffre di disturbi dovuti a scompensi cardiaci.

Per quanto riguarda l’utilizzo in cucina, il pomodoro si presenta molto versatile, la sua facilità di utilizzo ne consente le più svariate preparazioni. Protagonista nella dieta mediterranea insieme alla pasta e in combinazione con le erbe aromatiche (basilico, origano) é senz’altro elemento indispensabile per la preparazione della pizza.

Concludo con una curiosità: le foglie del pomodoro tengono lontane le zanzare e altri insetti molesti.

 

 

Prof. G.M.Bontempo

AGLIO E CIPOLLA

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

0
commenti:
  • Nov
  • 30

Durante le mie esperienze lavorative ricordo di essermi imbattuto a fare lo chef in un albergo in Trentino Alto-Adige. Il proprietario, subito dopo la mia assunzione, si raccomandò che io ed i miei collaboratori non utilizzassimo cipolla e aglio per la preparazione dei nostri piatti. La ragione era semplice: nè a lui nè alla sua famiglia piaceva sentire o vedere aglio e cipolla nelle preparazioni. Per me fu una cosa nuova che però non mi permetteva di esprimermi completamente nel mio lavoro: mi sentivo limitato ed insicuro anche se poi, come per tutte le cose, ho finito per farci l’abitudine. Questa esperienza mi ha permesso di capire l’importanza di questi due elementi che completano e caratterizzano la nostra cucina in tutto il mondo, e che sono insostituibili sia come base di un piatto sia come supporto per tutte le nostre preparazioni. Infatti, la cipolla, nonostante sia un ingrediente molto comune, è l’alimento più consumato al mondo in quanto può accompagnare un infinito numero di ricette: tritata per soffritti, come base per zuppe, frittate, conservata sott’olio, sotto aceto o come marmellata da abbinare ai formaggi. Sapere utilizzare l’aglio e la cipolla in cucina evidenzia capacità ed equilibrio del cuoco nel contrastare ed amplificare sensazioni sensoriali per un contesto armonico e originale.
La cipolla
La cipolla è una pianta delle Alliaceae, come l’aglio e il porro. La sua coltivazione è antichissima: risale circa al 3000 a.c. in Egitto dove, oltre al suo ben noto valore nutritivo, veniva utilizzata come terapeutico. La cipolla custodisce tante virtù tanto da essere definita “alimento-farmaco”. Nel Medioevo, i medici consigliavano di mangiare cipolla in quanto utile per i calcoli renali e adatta per curare raffreddori, influenze ed alleviare il mal di testa. Una delle sostanza più importanti presenti nella cipolla è la “quercetina” un antiossidante capace di ridurre il colesterolo cattivo nel sangue; inoltre, è consigliata nelle diete per i malati di diabete perché riduce la glicemia. Contiene molte vitamine, sali minerali ed enzimi che stimolano la digestione ed il metabolismo, flavonoidi dall’azione antiossidante e diuretica. La cipolla oltre ad essere un esaltatore di sapidità, può essere mangiata cruda o cotta, aggiunta, tagliata a fettine sottili, nell’insalata, tritata come base per soffritti o zuppe, lavorata in agrodolce o in marmellata per accompagnare gustosi formaggi, cotta alla griglia o in forno ecc.
Tra le varie cipolle ricordiamo: Il cipollotto Nocerino e la cipolla rossa di Tropea unici nel loro genere e molto versatili nelle preparazioni in cucina.
L’aglio
Protagonista indiscusso della nostra tradizione gastronomica, l’aglio è stato anch’esso definito “alimento farmaco” viste le sue proprietà benefiche e terapeutiche. Molto diffuso già tra gli egizi che, durante la costruzione delle piramidi, lo inserirono nella dieta degli schiavi per perseverarli da malattie ed infezioni. Nell’antica Grecia, invece, gli atleti lo assunsero come doping naturale e come disinfettante. Ha un’azione antivirale, quindi il suo utilizzo è consigliabile durante il periodo influenzale, mangiato crudo visto che la cottura ne devitalizza alcune sostanze. L’aglio in cucina può essere utilizzato in “camicia”, cioè schiacciandolo con il palmo della mano senza eliminare lo strato protettivo, a fette o tritato. Può essere un ottimo condimento per ortaggi o come base per alcune salse tipo il famoso pesto alla genovese. Per mitigare l’impatto aromatico dell’aglio basta lasciarlo per qualche ora dentro al latte freddo o all’olio, oppure eliminare l’anima al suo interno con l’aiuto di un coltellino. Si conserva bene a temperatura ambiente in un luogo buio e asciutto. Tra le varietà più conosciute ricordiamo l’aglio Bianco di Voghiera (provincia di Ferrara) e l’aglio Bianco Polesano (provincia di Rovigo).

"C" COME CAROTA

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

0
commenti:
  • Nov
  • 30

La carota è la radice di una pianta della famiglia delle ombrellifere, comunemente di colore arancione anche se in natura ne esistono di altri colori. Le carote andrebbero introdotte ogni giorno nella nostra alimentazione, consumate sia crude che cotte. Infatti, utilizzate in abbinamento con altri alimenti contenenti fibra, favoriscono la regolarità intestinale; fanno bene al nostro organismo, non lo appesantiscono, abbassano il colesterolo e grazie al loro apporto di vitamina A e beta-carotene favoriscono l’abbronzatura, mantenendo la cute sana ed idratata proteggendola contro i danni dovuti all’esposizione solare. Il beta-carotene in esse contenuto è un antiossidante molto efficace per la prevenzione di molte malattie e di alcuni problemi legati alla vista soprattutto in soggetti anziani. Le carote, inoltre, sono diuretiche, disintossicano il fegato e sono consigliate in caso di forte diarrea,crude, o stitichezza, cotte. Contengono poche calorie quindi sono consigliate anche nelle diete o in regimi alimentari particolari e nell’alimentazione infantile perché favoriscono i liquidi intestinali.
La carota: meglio cruda o cotta?

Ricordiamoci che la carota può essere consumata sia cruda che cotta. La scelta deve essere fatta sia in base ai gusti personali sia in base agli effetti che si desiderano raggiungere. In ogni caso bisogna possedere una conoscenza completa dell’alimento per ottenere sempre ottimi risultati.
La carota è protetta da una parte fibrosa dura che indebolita dalla cottura si fa porosa permettendo all’acqua di entrare al suo interno. Quando si immergono le carote in acqua non salata, queste si gonfiano perché l’acqua, grazie al fenomeno dell’osmosi, entra nelle cellule vegetali. Al contrario, se le carote venissero immerse in acqua salata, diventerebbero dure in quanto l’acqua non riuscirebbe a entrare nelle cellule per ridurre in loco la concentrazione di sale, ma avremmo l’effetto opposto.
Il colore arancio delle carote è dovuto alla presenza di carotenoidi che sono solubili nei grassi e non in acqua, quindi la cottura in un liquido non ne altera il colore e le carote si cuociono con molta facilità. Per la loro cottura sarebbe meglio evitare la pentola a pressione perché, oltre a far perdere loro colore, deforma le molecole dei carotenoidi.
Una cottura sbagliata può danneggiare irrimediabilmente l’alimento che ci apprestiamo a cucinare. In generale, prima di procedere alla cottura dobbiamo sapere alcune cose di fondamentale importanza: cosa si va a cuocere, il metodo di cottura, l’utensile giusto e il tempo di cottura. La cottura, però, ha anche dei vantaggi: rende più digeribili i carboidrati e le proteine contenute nei cibi e, come nel caso delle carote, può aumentare la quantità di sostanze utili assorbibili dal nostro organismo. Per esempio, i nutrienti delle carote sono localizzati in alcuni specifici compartimenti della cellula, quasi inaccessibili. Per poter assorbirne i nutrienti, bisogna danneggiare la cellula che li protegge e questo è possibile grazie alla cottura che, degradando chimicamente la pectina, ammorbidisce i tessuti rendendo disponibili i nutrienti e facilitando l’estraibilità dei carotenoidi.
Se, invece, consumassimo le carote a crudo, per poterne assorbire i nutrimenti dovremo masticarle molto bene. Il trattamento meccanico dovuto alla masticazione, infatti, danneggia la parete cellulare con il successivo rilascio del beta-carotene, in modo da renderlo disponibile per il nostro organismo.

 

NEL REGNO DELLA LAVANDA

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

0
commenti:
  • Nov
  • 30

Ci sono luoghi di cui il tempo non è riuscito a cancellarne il fascino e l’eleganza. Luoghi che non hanno ceduto allo scorrere del tempo e che ne custodiscono testimonianze, ricordi e sensazioni. Questo è l’antico borgo di Tabiano Castello. Immerso fra le colline parmensi, fortezza militare dei marchesi di Pallavicino, è stato al centro di molte vicende storiche essendo ubicato in una zona militarmente strategica per il passaggio della via Franchigena e il dominio delle vicine saline. L’imponente castello che sovrasta il borgo presenta ancora oggi il suo elaborato sistema difensivo con le alte mura a protezione sia del castello che del borgo.
Oggi si è trasformato da rocca di difesa in albergo di Charme, mentre il borgo è diventato un centro di attività agricole, turistiche e gastronomiche. Questo luogo affascinante oggi non è solamente la testimonianza di una storia che ha saputo identificare un territorio, ma è un luogo dove la cucina a chilometro zero è fatta con rigore e disciplina rispettando le regole per la giusta e corretta reperibilità dei suoi prodotti. Lo Chef Angelo Montanari della medesima struttura mostra una chiara competenza professionale in questione di cibo scegliendo i prodotti personalmente e sperimentando l’utilizzo di una particolare erba aromatica, la lavanda, che viene coltivata nei giardini del castello. In cucina il suo utilizzo spazia dall’antipasto al dolce: dal vitello tonnato con maionese al profumo di lavanda, ai tortelli alle erbe con burro alla lavanda, vera prelibatezza per i palati più esigenti, per arrivare alla panna cotta al profumo di lavanda servita su un infuso alla lavanda che non ha eguali.
La lavanda è una pianta appartenente alla famiglia delle Lamiaceae che raggruppa almeno 40 specie diverse. Fiorisce in primavera ed è disponibile per quasi tutto il periodo estivo; non gradisce annaffiature frequenti ed è un ottimo alleato contro le zanzare.
Questa pianta già nell’antichità era molto utilizzata per lavare e per profumare: il suo nome “lavanda” deriva dal latino “lavandula” che significa appunto lavare. Da molto tempo la lavanda viene impiegata nel settore cosmetico ed erboristico per la produzione di oli ed essenze: il suo olio essenziale ha, ad esempio, proprietà antinfiammatorie, antisettiche e analgesiche. E’ ottima anche utilizzata come antibatterico per prevenire stati di irritazione per le vie respiratorie. Da sempre i fiori di lavanda, dopo essere stati raccolti e raggruppati in mazzetti, vengono lasciati essiccare ed utilizzati per profumare la casa o la biancheria. Per mantenerne l’aroma e il profumo è consigliabile conservarli in scatole di latta o di cartone ben chiusi e lontano da qualunque fonte di calore. Dai fiori di lavanda essiccati si possono anche ottenere degli ottimi infusi rilassanti e depurativi.
In cucina la lavanda è molto versatile e, grazie al suo profumo, si presta per svariate preparazioni, sia dolci che salate, e per varie sperimentazioni o abbinamenti. Nelle marinature la lavanda contribuisce a smorzare l’odore forte della carne apportando il suo aroma in modo graduale e leggero. Un altro abbinamento interessante è quello con la frutta di cui ne accompagna ed esalta il sapore in ogni preparazione e soprattutto nei dolci. Se dosata bene la lavanda darà un tocco in più a tutti i vostri piatti lasciando un’impronta sempre riconoscibile e unica.
Un ringraziamento particolare alla Signora Petra direttrice del Borgo e del “Relais de charme”

IL MEDICO E LO CHEF

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

0
commenti:
  • Nov
  • 30

LA DOTTORESSA CHIARISTELLA FERRARI E IL DOTT. ANTONIO LA RUSSA DURANTE IL CONVEGNO SU L’IMPORTANZA DI UNA SANA COLAZIONE TENUTOSI A CASALMAGGIORE IN OCCASIONE DELLA FESTA DELL’EUROPA

FESTA DELL'EUROPA

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

0
commenti:
  • Nov
  • 30

 

FESTA DELL’EUROPA 9-12 MAGGIO 2013

Proposta relativa allo spazio culturale-didattico previsto nella manifestazione “ L’Europa a tavola “.
Il tema è la colazione e si svolgerà così:
tre incontri di un’ora e mezza circa con lo chef e i nutrizionisti,
giovedì , venerdì, sabato al mattino, dalle 10:00 alle 11:30 e sabato dalle 17:00 alle 18:30
aperto a tutti e con la partecipazione delle scuole

Si chiamerà LABORATORIO DEL GUSTO : LA COLAZIONE

1° giorno la colazione: colori, sapori, emozioni : calda, fredda, cremosa, croccante, morbida, secca, colorata , essenziale, ricca… con i colori si parlerà anche di antiossidanti e di psicologia del colore
Chef Giuseppe Bontempo Dott.ssa Chiaristella Ferrari Dott. Antonio La Russa

2° giorno la colazione: nutrienti e coccole : verranno messe a confronto le scelte dettate dalla conoscenza dei nutrienti con quelle dettate dall’abitudine nell’intento di creare consapevolezza
Chef Bontempo Dott.ssa Ferrari

3° giorno la colazione: combinazioni intelligenti : si parlerà di combinazioni tra alimenti, dalle più favorevoli alle più impegnative dal punto di vista digestivo, si parlerà di stimolanti naturali e di falsi miti, di miglioramento della performance intellettiva e di combinazioni che a breve o a lungo termine favoriscono o compromettono attenzione e concentrazione secondo la medicina basata sull’evidenza .
Chef Arsentiy Calabrese Dott.ssa Ferrari

Sabato alle 17:00 è previsto uno show cooking aperto a tutti dal titolo:

DIETA MEDITERRANEA : PATRIMONIO DELL’UMANITA’
“una ricchezza a portata di piatto”
Chef Marco Di Lorenzi Dott,ssa Ferrari

Nello specifico pratico lo chef preparerà alcune ricette davanti al pubblico, accompagnate dalle spiegazioni da parte dei nutrizionisti; si potranno fare domande .
Per es. un muesli goloso e salutare, dolci fatti in casa adatti alla prima colazione, la composta di frutta, mostreremo vari tipi di bevande vegetali ,parleremo di the, di infusi adatti alla prima colazione,
parleremo di yogurt, di miele, di malto, di frutta oleaginosa, di frutta disidratata…
ci sono mille possibilità, sarà divertente!
Verrà allestito uno schermo , avremo a disposizione un bravo regista
che riprenderà lo chef munito di microfono per commentare ciò che sta preparando.

Dott.ssa Chiaristella Ferrari responsabile del Centro Milarepa di Casalmaggiore , Via baldesio 44
( specialista in PNEI della nutrizione , alimentazione in età evolutiva e comportamento alimentare )
0375 200845 3409753404 chiaristella@libero.it

 

 

 

 

LA COLLABORAZIONE CON NATURA...SI

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

0
commenti:
  • Nov
  • 30

Essere un cuoco al giorno d’oggi non è semplice come può apparire. I tempi ed anche le esigenza della clientela sono cambiati; il numero di persone che si scoprono intolleranti ad una certa tipologia di alimenti è in continua crescita e la necessità di rispondere alle loro esigenze è di fondamentale importanza. Per un cuoco è importante conoscere gli alimenti e la loro lavorazione non solo per creare menù bilanciati, gustosi ed irresistibili, ma anche per avere la piena consapevolezza del loro utilizzo. Per esempio, nella preparazione di menù per celiaci il cuoco non si deve soffermare solo ed esclusivamente sull’utilizzo di prodotti privi di glutine, ma dovrà avere la capacità di abbinarli con altri ingredienti per la “soddisfazione del cliente”. Un’ alimentazione sana, equilibrata e gustosa è un’aspettativa di ogni cliente: impegnarsi per soddisfare tale richiesta richiede abilità specifiche e conoscenze in materia, imprescindibili per dimostrare attenzione ad una clientela sempre più varia ed esigente.
Dopo gli scandali e le varie emergenze alimentari, quali ad esempio la “mucca pazza” e la aviaria, si è manifestata l’esigenza e la necessità di promuovere un cambiamento culturale-alimentare orientato verso i prodotti biologici con la consapevolezza di sapere “cosa mangiamo”.
L’obbiettivo primario dell’agricoltura biologica è lo sviluppo sostenibile che si declina nel:
· rispetto per l’ambiente in cui viviamo;
· rispetto per il benessere degli animali;
· ridurre l’impatto ambientale per garantire un futuro alle prossime generazioni;
· salvaguardia delle risorse come terra, aria, acqua e della biodiversità;
· tutela per il consumatore.
Il biologico non va inteso come una moda, ma come una scelta di ritornare alle vecchie abitudini, quando si consumavano prodotti sani e di stagione. I prodotti biologici, oltre a non contenere veleni, hanno proprietà nutrizionali nettamente superiori ai prodotti tradizionali e sono più ricchi di sali minerali e vitamine.
Grazie alla collaborazione della catena “Naturasì”, negozio specializzato nella vendita di prodotti biologici, lo Chef Franco Maria Fiore ed io abbiamo realizzato presso il Ristorante “Parco Sant’Andrea” di Torrile (Pr) un menù completo utilizzando i prodotti biologici da loro gentilmente forniti. La catena “Naturasì” offre prodotti di elevata qualità, cento per cento naturali e a chilometri zero, consigliati anche per chi ha particolari problemi di alimentazione. Nel negozio “Naturasì” di Parma, situato in Via La Spezia 72, dove ci siamo recati per la scelta dei prodotti, abbiamo trovato, oltre alla gentilezza della direttrice, un vasto assortimento di prodotti alimentari per tutte l’esigenze. Prodotti biologici di qualità e sottoposti a rigorosi controlli con ben evidenziate le loro caratteristiche e le loro modalità di utilizzo, prodotti alimentari adatti a soggetti intolleranti al glutine, vegani e per chi segue regimi dietetici particolari.

 

La catena “Naturasì”, inoltre, è anche promotrice di molte iniziative umanitarie tra cui il progetto “Angola” con il quale si sta cercando di ristabilire le condizioni di autosufficienza alimentare incentivando l’agricoltura familiare e garantendo l’accesso all’acqua per utilizzi agricoli. Un altro progetto di “Naturasì” è dedicato ai genitori ed ai bambini che hanno iniziato la scuola con l’obbiettivo di far conoscere loro il biologico tramite simpatiche storie, disegni e tanto altro ancora.

 

I PRODOTTI DI NATURASI’ IN CUCINA
In queste preparazioni ci siamo orientati verso una linea di cucina mediterranea, utilizzando prodotti come la pasta, il pomodoro e l’olio extravergine di oliva. Il profumo e il sapore degli ingredienti utilizzati per questo menù è facilmente riconoscibile anche in abbinamento tra di loro. Ogni ricetta proposta nella composizione del menu é calibrata per quattro persone.

 

Quando c’è collaborazione ci sono risultati, grazie Franco!

 

(altro…)

ORGANI DI STAMPA

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

0
commenti:
  • Ott
  • 6
Pagina 3 di 612345...Ultima »