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IL PRIMO CUOCO ITALIANO CHE HA PRESENTATO UN PROGETTO DI RISTORAZIONE E NUTRACEUTICA AL 3° CONGRESSO NAZIONALE SINUT A MILANO NEL 2012

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IN VIAGGIO…

Pubblicato da: Chef Giuseppe Manolo Bontempo

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  • Gen
  • 11

Ho approfittato delle vacanze per concedermi una gita in Trentino con meta il Castello di Stenico, spinto da una segnalazione su un calderone realizzato con lastre di rame e ottone conservato in una delle stanze della fortezza.
La mia curiosità e le mie aspettative sono state ampiamente ripagate quando durante la visita ho scoperto che questo castello-fortezza, dall’ aspetto imponente e massiccio, conserva al suo interno anche testimonianze di un’interessante evoluzione degli utensili da cucina esposti in quella che era stata la cucina del castello. Il locale cucina conserva ed espone una vasta serie di utensili: paioli di varie misure, cucchiai in ferro e in legno, padelle grandi e piccole, due graticole, un trepiede, due griglie; un piccolo mortaio con due pestelli, una grattugia, un piccolo acciarino, scodelle e piatti di legno, recipienti per l’acqua e catini, botticelle, corde e ganci per appendere le carni, un raschietto per pulire i taglieri, catene e spiedi, due mannaie e due lucerne.
La maggior parte degli oggetti è realizzata in rame ed è ornata con decori floreali e vegetali realizzati a incisione e a sbalzo.
La mia attenzione è stata catalizzata dal motivo della mia visita: il calderone con lastre di rame e ottone. E’ un pezzo unico nel suo genere risalente al XVII secolo e di manifattura ignota, realizzato con lastre di rame e ottone martellate e sbalzate con decori e fregi in rilievo e dai contorni ben definiti con due teste di leone ai lati e due ganci per il trasporto.
All’interno della cucina sono conservate anche delle pinze per ostie e una piattaia da muro in legno di abete risalente al XIX secolo con piatti in peltro.
In un’altra stanza del castello ho ammirato anche degli stampi da burro in legno a rullo, a pressione e a cassetta del XVIII-XIX secolo di manifattura trentina e delle palette da burro in legno sempre di manifattura trentina del XIX secolo.

 

 

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